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martedì 24 marzo 2009

tsclient: abilitare supporto XDMCP

Per default il programma tsclient (Terminal Server Client) utilizza i protocolli RDP e VNC.
Per abilitare il protocollo XDMCP bisogna eseguire il comando seguente:
sudo apt-get install xnest
Per abilitare l'accesso XDMCP su un host Ubuntu potete seguire due strade.

DA INTERFACCIA GRAFICA

  1. Andate su System -> Administration -> Login window (or run gdmsetup)
  2. Nel tab REMOTE cambiate il settaggio STYLE in SAME AS LOCAL. Le diverse scelte modificano il tipo di schermata di login che l'utente remoto vede al momento del collegamento
  3. Eseguite il restart di GDM con il comando seguente
kill -HUP `cat /var/run/gdm.pid`


DA LINEA DI COMANDO

  1. Aprite il file /etc/gdm/gdm.conf (verificate di non attivare dei settaggi in conflitto con quelli contenuti nel file gdm.conf-custom)
  2. Rimuovete il simbolo di commento dalla riga contenente RemoteGreeter nella sezione DAEMON
  3. Nella sezione XDMCP cambiate il campo Enable da false a true.
  4. Eseguite il restart di GDM con il comando seguente
kill -HUP `cat /var/run/gdm.pid`

giovedì 29 maggio 2008

Virtualbox: usa troppa CPU? Decapitatelo!!!!


Mi servivano due macchine virtuali debian per fare degli esperimenti.
Il "serverino" con la nuova memoria sembrava adatto ad ospitarle.
Peccato che dopo aver installato virtualbox-ose e le due macchine virtuali non rimanessero risorse sufficienti a far girare il tutto.

Ogni macchina virtuale, in stato di idle, si portava via il 30-35% di CPU, se poi una delle macchine cominciava a fare qualcosa si passava a un bel 99.4%

Diciamo che il serverino ne soffriva (oltre al caldo terribile e all'insidia delle api morte)

La soluzione e' virtualbox-puel (ovvero la versione non-open di virtualbox che non viene pubblicata sui repository ma e' scaricabile dal sito SUN/Virtualbox).

Trovate i pacchetti binari per le piu' diverse piattaforme.

Due aspetti positivi della versione PUEL non presenti sulla OSE:
1) utilizzo delle periferiche USB (ma in questo caso non era importante)
2) possibilita' di eseguire una virtual machine senza visualizzarla nella console di virtualbox

Questo consente alle macchine virtuali di girare indisturbate senza scomodare X per la visualizzazione (tantopiu' che sul server X non dovrebbe nemmeno starci ;-) e consumare risorse preziose.

I processi VboxHeadless (da qui la decapitazione del titolo) infatti utilizzeranno una percentuale irrisoria di CPU quando le VM sono in idle. La percentuale aumenta con il risvegliarsi delle VM ma torna subito a calare quando queste tornano in idle.

Per accedere alle virtual machine si utilizza un qualsiasi client RDP (rdesktop su Linux, Remote Desktop su Windows)

Per lanciare la virtual machine si usa il comando:
VBoxVRDP --startvm NOME_VIRTUAL_MACHINE -p NUMERO_PORTA_PER_RDP &

Per default, la porta assegnata per l'RDP e' 3389, le virtual machine successive alla prima devono essere assegnate ad altri numeri di porta per consentirne l'accesso.
VBoxVRDP --startvm VM1 &
VBoxVRDP --startvm VM2 -p 3390 &

Per accedere alle macchine virtuali dal vostro client vi bastera' lanciare i seguenti comandi:
rdesktop IP_ADDRESS_SERVER:3389
rdesktop IP_ADDRESS_SERVER:3390

Per inviare un comando di arresto (shutdown) alle macchine virtuali vi bastera' lanciare il seguente comando:
VBoxManage controlvm NOME_VIRTUAL_MACHINE acpipowerbutton

Quindi per arrestare le due VM dell'esempio precedente:
VBoxManage controlvm VM1 acpipowerbutton
VBoxManage controlvm VM2 acpipowerbutton